Ascensore condoiniale

Ascensore condominiale: come si ripartiscono le spese?

Le spese di uso e manutenzione dell’ ascensore rappresentano uno dei principali argomenti di discussione nelle riunioni di condominio.

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è trovato a discutere con gli altri condomini della ripartizione dei costi o della necessità di dotare il condominio dell’impianto.

Per fare chiarezza sulla questione, ecco un elenco di cose da sapere per non farsi trovare impreparati alla prossima assemblea condominiale.

Ascensore in condominio, chi decide l’installazione?

L’installazione di un ascensore è obbligatoria per gli immobili di nuova costruzione che hanno più di tre piani invece, nel caso di immobili più vecchi, è l’assemblea condominiale a deliberare sulla possibilità o meno di dotare il condominio di un ascensore.

La delibera è valida se viene approvata con un numero di voti che rappresenta la maggioranza degli intervenuti, al patto che sia rappresentata almeno il 50% dei condomini dell’edificio.

Chi paga le spese dell’ascensore?

A stabilire i principi in base a cui le spese dell’ascensore devono essere ripartite in condominio è l’articolo 1124 del codice civile.

L’articolo recita infatti: “Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.”

Il criterio di ripartizione delle spese proposto dal codice civile, ha dunque natura “ibrida”; per metà si prenderanno in considerazione le tabelle millesimali, secondo il valore delle singole unità immobiliari, l’altra metà si valuterà in base al piano dell’ abitazione.

Ripartizione delle spese ascensore ordinarie e straordinarie 

L’articolo 1124 del codice civile non distingue fra spese ordinarie e spese straordinarie e fa anzi espressa menzione di “manutenzione e sostituzione”; ciò implica chiaramente che i suddetti criteri ripartitivi debbano intendersi validi tanto per le spese di carattere ordinario, quanto per quelle di carattere straordinario.

La distinzione fra manutenzione ordinaria e straordinaria è invece rilevante per delineare le competenze dell’assemblea, rispetto ai poteri propri dell’amministratore.

L’amministratore potrà infatti autonomamente dare luogo agli interventi di manutenzione ordinaria degli ascensori e riportare nel bilancio condominiale di fine anno quanto eseguito, viceversa, i lavori di manutenzione straordinaria necessitano della preventiva autorizzazione deliberata dell’assemblea condominiale.

E’ possibile rinunciare alle spese per l’ascensore?

Un condomino può rifiutarsi di pagare i lavori di installazione o manutenzione di un ascensore, ma per farlo deve dichiarare ufficialmente che non utilizzerà l’impianto.

Chi ha rinunciato a contribuire alle spese per l’installazione o all’uso dell’ascensore, tuttavia, potrà chiedere di usufruire dell’ascensore in seguito e dunque rientrare, versando la propria quota, in qualsiasi momento.

Chi abita al piano terra deve pagare l’ascensore?

I condomini che abitano al piano terra devono pagare per i lavori di installazione o manutenzione di un ascensore, ma solo in base al valore dell’unità immobiliare che possiedono. L’assemblea condominiale può stabilire tuttavia l’esenzione, totale o parziale, dall’obbligo di partecipare a tali spese, sia per i condomini del piano terra, così come per quelli che abitano nel seminterrato o al piano rialzato, seppur con deliberà approvata con voto unanime.

Rossella Puglisi – Quattrovani Immobiliare

 

 

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Ascensore condominiale: come si ripartiscono le spese? ultima modifica: 2020-11-02T15:39:52+01:00 da Rossella Puglisi